giovedì 1 settembre 2011

LA TRATTA DEI CUCCIOLI

Dall'Ungheria all'Italia, traffico di cuccioli malati.

 La legge n°201/2010 entrata in vigorenell'ottobre scorso, vieta il traffico dei cuccioli da compagnia. Tale norma, infatti, se violata, prevede una pena che va da tre mesi fino a un anno di reclusione con una sanzione da euro 3000 a euro 15000.
Eppure nonostante l'impegno del governo, delle forze dell'ordine, delle associazioni animalistiche, tale fenomeno dilaga. Ne sa qualcosa una vittima illustre, il giornalista, scrittore e editorialista Brunetto Fantauzzi, responsabile della provincia di Roma del Movimento Italia dei diritti. Amante degli animali, acquistò un cucciolo di chihuahua proveniente dall'Ungheria, presso un venditore di Fiumicino, noto importatore di cuccioli dall'est, che stranamente, mostrò da subito problemi di salute. Preoccupato da ciò, lo scrittore si avvalse dell'aiuto di professionisti che dopo aver eseguito gli adeguati accertamenti sul cucciolo, costatarono la presenza di micosi cutanea infettiva, malattia molto pericolosa se a contatto con l'uomo, oltre che alle altre patologie gravi, risolvibili solo chirurgicamente. Indignato per la truffa subita, il Fantauzzi si recò dal venditore per chiedere spiegazioni. L'uomo, si apprestò a far visitare il cucciolo dal suo veterinario di fiducia. Lo specialista in questione, confermava l'ottimo stato di salute del cane, sostenendo che si trattava solo di stress da viaggio. L'arguto giornalista, che da sempre si batte, attraverso il movimento di cui è responsabile, per diritti di tutti, e conoscendo bene la sua professione, dove l'onere della prova è fondamentale, registrò la conversazione avuta con i due malfattori, denunciando il tutto ai carabinieri. La tratta dei cuccioli è un fenomeno in espansione, il cui business si aggira sui 300 milioni di euro. Cani di taglia piccola, strappati alla madre in tenera età e costretti a viaggiare in scatoli o piccole gabbiette per ore, sino ad approdare nei paesi di destinazione come la Francia, Spagna e Italia, anche se il 50% dei cuccioli muore durante l'estenuante viaggio; il tutto violando le norme igienico-sanitarie. Lo scrittore commenta la vicenda ponendo l'accento sulla necessità di maggiori controlli riguardanti la provenienza dei cuccioli, le vaccinazioni e la profilassi.


ASTRID FATAKI

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