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domenica 29 agosto 2010

BUON COMPLEANNO MICHAEL!

Di Astrid Fataki

Il 25 giugno del 2009 alle ore12:21 ore locali italiane (21:21 in America) nell'ospedale UCLA medical center – Los Angeles, si spegneva il "Re del Pop" Michael Jackson.

La notizia del suo decesso lasciò tutti basiti, avallato dal fatto che da lì a poco avrebbe iniziato il suo ultimo tour mondiale.

Noto per la sua eccellente fama di cantante, ballerino, coreografo, autore di grandi successi come "Thriller, Man in the mirror, Leave me alone, Heal the world, Bad", è stato un'artista che ha saputo fare del suo talento un'arte, della sua persona un mito da imitare. La sua carriera inizia a soli cinque anni, insieme ai suoi fratelli forma un gruppo, i "Jackson five", che in breve tempo riscuote un grande successo; ma il destino di Michael era già segnato,la sua strada da solista lo attendeva. Nel 1982 con "Thriller", la pop star raggiunge il massimo successo,vendendo milioni di dischi in tutto il mondo. La sua stella ha brillato per oltre mezzo secolo e continua ancora oggi.

Michael non è stato solo un genio della musica pop, ma anche un uomo deliberatamente offeso e calunniato. Di lui si diceva che si fosse sottoposto a trattamenti chimici per cambiare il colore della sua pelle, invece Jacko (così chiamato) aveva semplicemente una grave forma di vitiligine. Gli caddero addosso, come una doccia fredda, accuse di pedofilia, diffamazioni che sono state poi smentite dopo la sua morte dalla sedicente vittima, che all'epoca dei fatti era poco più che un bambino.
Quel bambino che Michael aveva generosamente ospitato nel suo ranch di Neverthland. La pseudo vittima ha poi dichiarato che fu suo padre a indurlo a mentire per estorcergli del denaro.
La morte ha uno strano potere, quello di scuotere le coscienze, di spendere una buona parola per chi non c'è più.

Tuttavia, oggi, 29agosto 2010, Michael Jackson avrebbe compiuto cinquantadue anni.

Con la sua musica sono cresciute intere generazioni, tanti, si sono più volte ispirate a lui. La vita di Jacko era fatta di ore e ore trascorse nelle sale di registrazione, di duro lavoro, sacrificio e rinunce. Purtroppo, oggi non si può dire lo stesso dei nostri giovani che sognano di diventare stelle della musica, del cinema. Basta partecipare ai reality show, a finte scuole televisive, per sentirsi già arrivati senza sapere cantare, recitare e ballare.

Nonostante, le dure prove che la vita gli aveva inflitto, non ha mai smesso di aiutare i bambini bisognosi e malati; lo faceva in punta di piedi senza clamore, come invece sono soliti pavoneggiarsi tanti altri artisti, suoi colleghi.

In questo giorno sono milioni i fan che lo ricorderanno con cerimonie celebrative, noi lo commemoriamo semplicemente così: Buon compleanno Peter Pan, ovunque tu sia!


giovedì 5 agosto 2010

"VOGLIO LE CALENDE GRECHE" di Jessica Arghimenti

Di Astrid Fataki


Talvolta capita di recarsi in libreria per cercare qualche novità, succede poi, che si ha la fortuna di trovare, nei tanti scaffali, libri di autori minori o sconosciuti, ma di grande spessore letterario.

"Voglio le Calende greche" é un libricino di grande interesse storico-artistico, scritto da Jessica Arghimenti, giovane autrice dell'interland Casertano, precisamente Santa Maria Capua Vetere.

Nel libro sono raccolti i racconti più significativi della sua carriera letteraria, i cui protagonisti si muovono nella loro realtà che ha come scenario la splendida cornice di Capua e Santa Maria Capua Vetere.

Cito con entusiasmo alcuni passi di uno dei racconti "Il latino è una lingua perfetta":

«sulla via Appia, al chilometro duecentonove, sta una nobile tomba d'epoca romana, solenne edificio col corpo quadrangolare e un'anima di pietre e lastre di marmo, datato per lo più al secondo secolo dopo Cristo e che invece il professore faceva risalire più addietro, all'età aurea di Augusto, secondo taluni suoi studi e calcoli che nascondeva, trai sacchetti di lavanda nel corredo di lenzuola immacolate della moglie.

Si soffermava sempre a rimirare la vetustà del mausoleo, il movimento insieme concavo e convesso delle forme geometriche, come un innamorato dimentico del traffico, dei commercianti e degli avventori che tenevano confusione tutt'attorno a lui, alla tomba con le sue quattro torrette cilindriche, gli spigoli e le edicole con i frontoni, i finti archi e le semicolonne.

Nella saggezza che solo la filosofia sapeva infondergli, aveva trovato il coraggio di rassegnarsi alla cupoletta messa sgraziatamente da un restauro di età borbonica, come un brutto cappello addosso all'austero edificio, facendolo rassomigliare a un gigantesco fuso, ciò che gli valse da allora il goffo nome di "Conocchia". Si doleva, ma sopportava che tanti bei particolari fossero scomparsi, che il colore uniforme dell'originale fosse ora tratto nel brusco accostamento di una tinta chiara a un'altra scura. Però quell'ultimo estremo oltraggio, l'impudico scempio, un supermercato di generi alimentari nuovo zecca, con cartelloni in tinte psichedeliche atti pubblicizzare ogni ben di Dio, quello di professore non poté tollerarlo. Proprio in faccia alla Conocchia, appena appena difesa da una smilza recinzione!»
[Voglio le Calende Greche, di Jessica Arghimenti, ediz. Arpanet]

Con il professore de Rabiriis, protagonista di questo straordinario racconto, facciamo un tuffo nella storia dell'arte romana. Pagina dopo pagina, scopriamo un territorio ricco di antichità, ove anche il casertano D.O.C. si stupirebbe per i notevoli siti archeologici presenti in tutta la provincia, e per niente valorizzati dalle istituzioni locali. "Bomboniera di Nozze" è un delizioso ritratto di due giovani, Maria Lia e Luigi, che si apprestano a preparare il loro matrimonio. Gli usi e costumi della Campania sono qui descritti con minuzia e grande maestria. L'atteggiamento capriccioso e insoddisfatto della giovane donna nella scelta delle bomboniere, innervosisce la commessa del negozio con grande imbarazzo per lo sposo; scene di vita quotidiana raccontate con il cuore del sud.

Un libro da leggere in completo relax per poter apprezzare le meraviglie di una terra umile e ricca di cultura.

martedì 3 agosto 2010

QUANDO LA STORIA SI RIPETE

Di Astrid Fataki
Tragedie annunciate nell'Italia dei furbetti.

Esattamente otto mesi fa, il 23 Gennaio scorso, crollava una palazzina a Favara, nell'agrigentino. Il crollo provocava la morte di due sorelle, Marianna e Chiara, rispettivamente di quattordici e tre anni. Vivevano con i loro genitori e il fratello, rimasti illesi, in una casa fatiscente in attesa di un alloggio decente.


Il tragico evento commosse l'Italia intera, soprattutto perché a perire, furono delle bambine.

Circa due notti fa, la tragica vicenda si è di nuovo ripetuta, questa volta nel napoletano, precisamente nella piccola cittadina di Afragola. Le vittime di questa ennesima tragedia sono tre: Anna, la nonna della bambina, miracolosamente scampata alla morte, Pasquale ed Enrica, una coppia di neosposi.

Si è gridato al miracolo, perché Imma (questo è il nome della bambina) era ancora viva nonostante le dodici ore trascorse sotto le macerie. Napoli deve ringraziare San Gennaro, se tra gli sfortunati che hanno perso i loro cari, c'è qualcuno che può sorridere e festeggiare.

Ogni volta che avvengono queste disgrazie, udiamo sempre il solito ritornello: "Si devono accertare le responsabilità, si cerca di capire le cause" insomma si fa polemica sterile.

All'indomani delle stragi, funerali e lutti cittadini sono proclamati, e l'informazione fa il suo mestiere con finta discrezione.

Il clamore e l'indignazione hanno una durata limitata, esse svaniscono con lo spegnersi dei riflettori. Il dolore, però, di chi ha perso i propri cari resta lì, nell'improvviso vuoto che lascia la morte.

Una domanda che ci si pone sempre: ma dove sono le istituzioni? Perché le dovute verifiche non sono state compiute prima?

Queste tragedie potrebbero essere evitate, se solo le istituzioni locali svolgessero diligentemente i loro compiti.

Eppure in ogni città italiana ci sono quartieri a edilizia popolare, con tanto di case nuove e mai consegnate; perché si aspetta che una disgrazia succeda per poter mobilitare la complessa macchina istituzionale?

Viviamo in un'epoca in cui a "nessuno importa di nessuno"; l'unico interesse della nostra classe politica, (dalle istituzioni locali sino a quelle nazionali) è di produrre profitto per soli fini personali.

In realtà, è più semplice calcare le passerelle dei talk show, gareggiando a chi alza di più la voce, è più semplice lasciarsi implicare nell'illecito, piuttosto che sedersi nell'aula del parlamento e lavorare per il bene del paese.

Le vite di Marianna, Chiara, Pasquale, Enrica, Anna, si sono spente e con esse si spegneranno i riflettori, perché presto tutto, sarà dimenticato e nulla continuerà a essere fatto.