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venerdì 3 settembre 2010

LA VOCE DEI NOSTRI SILENZI di Jennie Rooney

 Di Astrid Fataki

 «Una storia emozionante che vi coinvolgerà completamente».
               "The Guardian"

   Stralcio del brano:
«Quasi senza rendermi conto di ciò che stavo facendo, cominciai a camminare verso di loro. Mentre mi avvicinavo scorsi le lentiggini sul dorso delle mani di Stevie e l'attaccatura delle dita dei piedi, dove scomparivano nelle scarpe décolleté. Portava un anello d'oro alla mano sinistra. Anche quella era una novità. Mi sforzai di non guardarlo. Aveva qualche filo grigio fra i capelli e indossava un paio di orecchini d'argento che scintillavano al sole. Una volta diceva che gli orecchini sembravano ordinari.

Quando alzò lo sguardo verso di me,i suoi occhi avevano la stessa sfumatura d'azzurro che avevano sempre avuto quando sorrideva. Quando sorrideva sul serio. Smise di sorridere non appena mi ebbe riconosciuto. Si lasciò cadere il libro in grembo, si alzò di scatto, poi si rimise seduta.
All'inizio nessuno dei due aprì bocca. Ci limitammo a guardarci, intensamente. Non volevo essere distratto dalle parole. Volevo memorizzare ogni più piccolo tratto di lei, ogni lentiggine e ogni neo, ogni ombra sulla sua faccia. Volevo contarle le ciglia e misurarle il battito del polso, e controllarle i denti in cerca di eventuali carie. Volevo respirarla tutta e volevo posare la testa sul suo petto.
Non so per quanto tempo rimasi lì, dimenticandomi di respirare, con le guance che si arrossavano per mancanza di ossigeno. Stevie si alzò di nuovo, con cautela, e fece un passo verso di me. Emily smise di contare e si unì al nostro nuovo gioco. Anche lei cominciò a guardarmi fisso. «Tu chi sei?» Quelle parole esplosero fragorose tra noi.
Io abbassai lo sguardo su di lei e provai a spiegarglielo, ma non mi uscì un filo di voce. Fu Stevie che per prima riuscì ad articolar parola. "Lui è Michael" disse in fretta».

Romanzo d'esordio della giovane scrittrice britannica, Jennie Rooney. Una storia d'amore che ha come scenario la seconda guerra mondiale. Stevie Ponder, la protagonista, una giovane aspirante insegnante che vedrà frantumare il suo sogno con la morte del padre. Per aiutare la famiglia si adatterà al lavoro in fabbrica. L'incontro con Michael cambierà la sua vita per sempre. Michael, appassionato di fisica, d'invenzioni, sarà spedito al fronte. Si lasceranno con una promessa, quella di ritrovarsi a Londra dopo la guerra. Pagina dopo pagina, Stevie e Michael, ci regalano forti emozioni, ci riportano indietro nella storia. Con loro, ci addentriamo attraverso i ricordi, nei meandri oscuri della guerra.

Esso non rievoca solo la storia di un passato remoto, ma anche del presente; infatti, tanti sono i paesi, ancora devastati dai conflitti, tante sono le persone che ne subiscono gli orrori.

Straordinario romanzo d'amore, i cui cuori dei protagonisti sono scrigni preziosi, custodi di un indimenticato amore.

mercoledì 1 settembre 2010

L'ISLAM NELL'ITALIA DELLE CONTRADDIZIONI

Di Astrid Fataki

Le donne italiane, spose perfette per l'Islam


Sono piombate polemiche, sul meeting che si é tenuto presso la villa dell'ambasciatore libico in Roma, rivolto a 500 ragazze, organizzato in occasione della visita del Colonnello libico per il secondo anniversario del trattato di amicizia tra Italia e Libia.

Il pomo della discordia nasce dall'esortazione, da parte del leader libico, di fare dell'Islam la propria religione, ma non solo, anche un invito alle presenti a contrarre matrimonio in Libia.

Ciò che più dispiace è costatare come le polemiche sterili spostino l'attenzione su argomenti inerenti alla religione, anziché, soffermarsi e riflettere sulla passerella di signorine reclutate per l'occasione; evento non del tutto nuovo, perché l'anno scorso è stato fatto altrettanto.

Cinquecento ragazze selezionate da un'attenta agenzia di hostess, e pagate per partecipare a un seminario sul Corano. In paesi in cui vige la normalità, i seminari di studio si svolgono all'interno di aule universitarie alla presenza di studenti interessati.

La curiosità porta a chiederci quali siano stati i criteri di selezione. Il titolo di studio? Le ambizioni? O semplicemente la bellezza?

Solo di recente abbiamo assistito a fatti di cronaca piuttosto violenti, giovani islamiche, vittime di efferati delitti, perché si erano rifiutate di vivere secondo la legge dell'Islam.
Non è forse un paradosso? Dapprima si condannano aspramente tali atti, si fanno lotte continue per la liberta e la dignità delle donne, e poi, chissà per quale recondito scopo, se ne consente la propaganda. A tal proposito sarebbe stato interessante conoscere l'opinione del nostro ministro per le pari opportunità, visto il suo costante impegno nella difesa dei diritti delle donne.

Purtroppo, d'ora in avanti dovremo abituarci a questi desolanti momenti, considerato quest'insolito e storico trattato di amicizia.